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23 Gennaio 2024

Cogne Acciai Speciali e i suoi partner scelgono le soluzioni Kiwitron per la sicurezza in magazzino

Casi studio

Cogne Acciai Speciali

Cogne Acciai Speciali è una storica realtà produttiva del capoluogo valdostano, che dà lavoro a migliaia di persone. Oltre allo stabilimento di Aosta, Cogne Acciai Speciali possiede molti altri stabilimenti produttivi a livello mondiale. Una realtà così ricca di lavoratori, mezzi in movimento e struttura ha standard altissimi per quanto riguarda la sicurezza.

 

Abbiamo chiesto a Ettore Bordon, HSE Manager dello stabilimento Cogne Acciai Speciali, come è entrato in contatto con Kiwitron e come è nata questa partnership.

 

Io personalmente non conoscevo Kiwitron, ci ha presentato il nostro fornitore [di mezzi –  NdA], Cappio, a seguito di un’importante modifica che abbiamo apportato all’interno dello stabilimento.

Prima avevamo un magazzino all’interno dello stabilimento dato in comodato d’uso a Cappio (il trasportatore), che trasporta tutto il nostro materiale finito all’esterno dello stabilimento.

Insieme a loro abbiamo deciso di spostare questo magazzino all’esterno, in un altro paese – sempre in Valle d’Aosta -, però non più all’interno dello stabilimento.

Tutte le modifiche devono essere attentamente analizzate, soprattutto quelle riguardanti salute e sicurezza sul lavoro, perché – spesso – tutti i grossi incidenti o infortuni nascono da modifiche non gestite.

Faccio un esempio: quando si è abituati a fare una cosa da tempo e la si cambia, non si pensa a tutte le conseguenze che questo potrebbe creare. Una delle modifiche riguardava alcuni trasporti di materiale dai nostri reparti a questo nuovo capannone, che non potevano più effettuarsi con i mezzi di un altro fornitore, e Cappio non era dotato di questa tipologia di mezzi, che ruotano a 360°, snelli, ma doveva entrare nei reparti con i tir. Un reparto pieno di macchine che lavorano e di persone che girano dove entrano dei tir con scarsa visibilità è chiaramente un grosso problema.

 


KiwiEye a supporto degli angoli ciechi

 

Abbiamo purtroppo già visto quanti incidenti accadono negli angoli ciechi di questi mezzi enormi e quanto l’errore umano è sempre, ahimè, possibile e difficilmente gestibile. Allora, nella valutazione dei rischi, avevamo richiesto a Cappio di trovare dei sistemi per annullare questo grado di rischio.

 

E qui è entrata in gioco Kiwitron.

 

Esatto. Questo sistema tecnologico permette di aiutare l’operatore del mezzo ad avere visibilità a 360° e perfetta coscienza di ciò che si muove attorno per gestire al meglio le interferenze con altre persone e mezzi all’interno dei reparti.

 

Come avviene la richiesta e la ricerca di nuove tecnologie da parte della persona che si occupa di sicurezza all’interno di uno stabilimento di un’acciaieria?

 

I canali sono tantissimi. Prima parlo con le persone direttamente interessate, in questo caso il procuratore d’area e i suoi preposti. Poi ho parlato con Cappio e con l’altro fornitore di mezzi ed è stato Cappio a propormi questa soluzione.

Io sono Presidente del Comitato Tecnico Ambiente e Sicurezza dell’AIM, l’Associazione Italiana di Meteorologia: facciamo quattro incontri all’anno con gli HSE Manager dell’acciaierie d’Italia, RSPP o chi si occupa solo di ambiente ed è lì che facciamo rete. Due volte all’anno organizziamo delle giornate che chiamiamo “giornate itineranti”, ovvero delle giornate dove al mattino si dà formazione su vari argomenti segnalati durante l’anno precedente ad altri congressi e nel pomeriggio si fa il giro dello stabilimento che ospita l’evento.

 

Quanto è importante che noi fornitori facciamo formazione a voi clienti finali?

 

Da noi, qualsiasi attività nuova, soprattutto se parliamo di macchine e impianti, prevede poi una formazione da parte del costruttore sugli utilizzatori.

Chiediamo sempre al costruttore, all’installatore di formare i nostri operatori: è chiaramente fondamentale.

A oggi sembra che tutto stia andando molto bene.

 

Qual è il valore aggiunto delle soluzioni Kiwitron che siete andati a implementare nello stabilimento?

 

A mio avviso, oggi le soluzioni Kiwitron apportano un grande valore aggiunto. Una soluzione di questo genere permette di migliorare la comunicazione tra gli operatori e diminuire visibilmente la percentuale di errore, quindi di incidenti.

Permette di non impiegare una persona per un’attività per la quale non siamo sicuri che possa garantire il 100% e ci dà la consapevolezza e la fiducia che la possibilità di errore venga praticamente annullata.

 

Nel vostro settore ci sono soluzioni simili, avete provato già altre soluzioni che non vi hanno soddisfatto?

 

Dopo avervi conosciuto, ho proposto di dotare tutti i nostri muletti del vostro sistema.

Perché ho preferito Kiwitron? Perché la tecnologia Kiwitron non necessita di un tag e questo per me è molto importante.

 

Pensare di dotare tutti gli operatori di un tag vuole dire entrare in questioni etiche molto delicate. Inoltre, una realtà come la nostra ha una serie di operatori che circolano, come i visitatori, agli autisti, ed è difficile dotarli tutti di tag. Sarebbe quindi una soluzione poco efficace.

Spero di riuscire a utilizzare la vostra soluzione anche in altre situazioni all’interno del nostro stabilimento. Adesso abbiamo inserito nelle specifiche di chi ci fornisce i muletti questo sistema, quindi i fornitori dovranno adeguarsi e fornirci i mezzi già allestiti con le vostre soluzioni.

 

Una domanda sul prossimo futuro: come vede l’evoluzione di queste tecnologie?

 

Penso che avranno una grossa crescita perché c’è proprio grande necessità di questi sistemi, anche perché gli infortuni mortali che avvengono nelle aziende come la nostra sono per l’80% subiti da ditte terze e per un buon 60% da interferenze.

Parlando con chi fa lo stesso mio mestiere anche in altre realtà siderurgiche, la necessità che è emersa è appunto quella appena citata.

Quando abbiamo coinvolto tutti i nostri manutentori sono partiti in quarta e hanno ultimato le attività di installazione anche prima di quello che pensavamo, perché erano proprio interessati a questa nuova tecnologia: c’è passione, curiosità, voglia di fare e questo mi piace molto.

 

Quindi il feeling che c’è stato anche quando avete presentato la soluzione è stato di entusiasmo piuttosto che di reticenza?

 

C’è sempre una grossa curiosità nei confronti della novità, c’è sempre chi tira fuori i problemi, ma è corretto, perché affrontare le criticità aiuta a ragionare.

Poi vedi che il gruppo lavora tutto nella stessa direzione e capisci che i dubbi sono serviti per aiutare a prevedere certe situazioni che poi potrebbero crearsi e quindi risolverle in partenza.

Adesso tutto funziona, sono stato chiamato anche da altri reparti che hanno visto queste soluzioni e che hanno chiesto di poterle implementare.

Mi pare che sia già stata aggiunta un’altra postazione e quindi devo dire che sono soddisfatto, sono molto fiducioso.

 

Quali sono le soluzioni che avete implementato?

 

Abbiamo implementato qualcosa in teoria che esisteva, ma non era stato, tra virgolette, accoppiato.

Abbiamo montato il KiwiCross AI con un’àncora. Se ci sono delle persone all’interno dello stabilimento, nel momento il cui il camion entra dentro lo stabilimento, il dispositivo segnala al camion che all’interno ci sono delle persone. Ovviamente, c’è anche un semaforo che segnala la presenza delle persone stesse: è stata una combinazione di dispositivi.

 


Esempio di applicazione KiwiCross AI

 

Giulio Chiaramello, Key Account Manager di Kiwitron, ci racconta:

 

abbiamo customizzato la soluzione per lo stabilimento di Cogne. Per noi è stata un po’ una sfida, anche perché era la prima volta che facevamo questo tipo di attività sui camion, in questo caso due Scania.

Siamo riusciti a parlare anche con Scania, ci hanno dato anche loro supporto, mondando una centralina per far rallentare i mezzi.

Per quanto sia stata sfidante questa attività abbiamo trovato delle persone con cui ottenere l’obiettivo.

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