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12 Luglio 2022

Storia di un problem solver: intervista a Marco Bragotto

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Kiwitron è una realtà dinamica, in continua evoluzione e che ha vissuto nell’ultimo biennio una crescita esponenziale. Per continuare a supportare questo grande sviluppo e fare il salto nell’età adulta, l’azienda ha la necessità di includere nel suo progetto persone di esperienza, con un curriculum lavorativo importante e che condividono la sua vision.

L’intraprendenza è importante, ma non basta per avere un percorso di sviluppo lineare e continuativo nel tempo. È per questo che serve includere professionisti che portino il proprio valore aggiunto all’interno del team. È il caso di Marco Bragotto, “nuovo” Product Support Developer di Kiwitron.

 

Già, scrivo “nuovo” perché in realtà Marco, per Kiwitron, non è una conoscenza dell’ultimo minuto, ma ci arriveremo tra poco. Vorrei cominciare questa chiacchierata chiedendoti: “chi è Marco?”. Perché prima che lavoratori e lavoratrici siamo persone. E Kiwitron crede fermamente nel valore delle persone.

Userò due parole: problem solver. Sono sempre stato curioso e quando vedo una cosa che non va cerco subito di metterla a posto. È questa attitudine che mi ha portato ad avere un percorso professionale variegato e a ottenere competenze in vari ambiti (meccanico, informatico, relazionale).

Da giovane avevo il mio American dream: quello di aprire una società con gli amici e fare un’attività che ci divertisse. E lo avevamo raggiunto: costruivamo macchine da rally e partecipavamo alle gare.

Purtroppo, il progetto non durò molto ed ebbe una fine non troppo allegra.

 

E come hai reagito?

Mi sono reinventato. Ho deciso di riprendere gli studi all’università e intraprendere un’attività che mi permettesse contemporaneamente di mantenermi e di concludere gli studi in tempi relativamente brevi. Era il periodo di boom per l’informatica, quindi decisi di diventare consulente informatico per tutte quelle realtà che si stavano modernizzando.

Facevo gli interventi dopo le 18.00 e nei weekend e nel resto del tempo studiavo. Poi è arrivata la laurea. Un momento di svolta nella vita di qualsiasi persona. Un momento in cui ti fermi e dici “Bene, adesso cosa faccio?”

 

E tu come hai risposto a questa domanda?

Ho risposto prendendomi qualche mese di pausa. E poi ho pensato “Adesso mi cerco un lavoro. Se trovo qualcosa che mi soddisfa in tempi brevi e che mi dia la possibilità di crescere, allora ok. Se no, intraprendo un percorso dentro l’università“.

Ho cominciato a cercare (all’epoca non esisteva Linkedin, gli annunci di lavoro si trovavano solo sui giornali) e trovai un annuncio di Daewoo (che divenne Doosan nel 2005): cercavano un junior after sales per il reparto carrelli elevatori.

La mia figura rispecchiava esattamente quello che l’azienda cercava, perché avevo esperienza nella meccanica, nell’elettronica, nell’informatica e nei rapporti umani. Ci ho messo tanta passione fin dall’inizio e alla fine sono rimasto lì per ventuno anni.

Ho cambiato molti ruoli all’interno dell’azienda e ciò mi ha permesso di crescere, avere memoria storica e accumulare buona esperienza sul campo.

 

E poi è arrivata Kiwitron…

Con Kiwitron ci siamo piaciuti fin dal primo giorno. Era il 2019 ed è scattata subito la scintilla: abbiamo lo stesso tipo di mentalità. Io all’epoca ero un cliente, ma ho sempre partecipato con entusiasmo ai progetti aziendali. Ho portato in Kiwiton l’esperienza del cliente e ci siamo sempre scambiati valore.

 

Adesso ti farò la domanda più importante di tutta l’intervista. Perché Kiwitron?

Per smuovere una persona da un’azienda in cui lavora da vent’anni ci vuole un grande stimolo, ed è questo che Kiwitron offre: stimoli. Oltre alla grande competenza tecnica nel realizzare le cose, alla grande disponibilità a creare soluzioni personalizzate e alla grandissima visione per il futuro.

E, a proposito di stimoli, non si può non citare l’ambiente positivo che c’è in Kiwitron. Stress sì, ma affrontato sempre con grinta e mai con rabbia.

 

Last but not least. Dopo ventun anni di esperienza nel settore, quali consigli ti sentiresti di dare ai giovani di quest’azienda?

Ai giovani dico di mantenere l’entusiasmo. E di prendersi quel tempo, prezioso, per chiudere le fasi finali di ogni progetto. È vero, la documentazione è noiosa, ma è la punta di una piramide che, senza, sarebbe incompleta.

E poi, andate avanti a inventare, contaminatevi, create.

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