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27 Ottobre 2023

Sicurezza ed efficienza: il caso studio Mitsubishi Electric nell'intervista all'HSE Francesco Marella

Casi studio

Francesco Marella - Mitsubishi

Francesco Marella, Head of Environment, Safety & Health presso Mitsubishi Electric Hydronics & IT Cooling Systems S.p.A./divisione grandi macchine per il condizionamento di Mitsubishi Electric, ci racconta il case study dello stabilimento di Belluno, dove sono stati installati dispositivi Kiwitron per la mitigazione dei rischi da incidente.

Un nome lunghissimo quello dell’azienda di Francesco, che rispecchia la natura di questa realtà, con sede a Tokyo, con ormai più di 210 diverse legal entities con 150.000 dipendenti – che vengono quindi identificate nel nome della ragione sociale.

 

Ma, chi è Francesco Marella?

 

Ingegnere chimico, comincia da giovanissimo a lavorare nell’ambito della sicurezza ambientale in azienda. Dopo 9 anni in Riello SPA, nel 2008 entra in Climaveneta come Environment Safety Health Manager.

E da lì, dopo l’acquisizione da parte di Mitsubishi Electric, ha ampliato il proprio campo di competenza ai 13 siti produttivi italiani ed esteri.

È Co-Fondatore della Community BeSafe, composta da esperti, autori e manager d’azienda che dialogano sui temi dell’organizzazione, della sicurezza e sostenibilità.

Insomma, un vero e proprio cultore della sicurezza.

 

A Francesco abbiamo chiesto, innanzitutto, perché è importante la sicurezza in azienda.

 

“Nei corsi di formazione che fa un HSE Manager ci si focalizza molto sulle leggi, sulla sicurezza antincendio, sui DPI, sul rischio chimico. Quasi mai si parla però delle gravi conseguenze del rischio di incidenti, per esempio tra un muletto e una persona, sia a livello di danno fisico per i lavoratori che giuridico per l’azienda e i suoi dirigenti. Viene percepito come un evento “inevitabile”, perché è un evento che può accadere anche fuori dal lavoro.

 

Perché – “quand’è che un’azienda si può definire performante, quindi anche sicura?”  si chiede Francesco.

 

“Quando non scendiamo a compromessi e decidiamo di ridurre tutti i rischi. Anche quelli “inevitabili”. Allora un’azienda è veramente sicura e diventa un luogo di benessere.

E quando un lavoratore vorrebbe mandarci a lavorare il proprio bene più prezioso – il figlio, la figlia – senza paura che tornino a casa infortunati, allora vuol dire che abbiamo raggiunto l’obiettivo e l’abbiamo comunicato bene”.

Un quadro chiaro quello che ci dipinge Francesco sullo stretto legame che unisce sicurezza e produttività. Ma non solo. Infatti, c’è un terzo tema che si lega a questi a doppio filo: la sostenibilità.

Tema ogni giorno più importante e main topic dei piani industriali ormai delle maggior parte delle grandi aziende.

 

Francesco, come vedi l’impatto della sostenibilità sui mercati nel prossimo futuro?

 

“Importantissimo. Al momento, il nostro è un mercato molto favorevole, in quanto si sta andando verso una sempre maggiore richiesta di efficienza energetica, soprattutto a causa della crisi climatica e delle normative sempre più stringenti.

Basta vedere che adesso le case di nuova costruzione nascono già con la classe energetica A3 o A4.

Citiamo un caso studio: non è più necessario il binomio caldaia-pompa di calore, ma con la sola pompa di calore si riesce a gestire sia il riscaldamento che il raffreddamento degli ambienti. L’energia elettrica può essere prodotta col fotovoltaico, quindi in maniera green.

La sostenibilità sarà una leva sempre più importante per i business: un connubio di temi economici, sociali e ambientali, una sinergia di pratiche aziendali che partono da una mentalità condivisa.”

 

Ma come si implementa la sostenibilità – veramente – in azienda?

 

Un’azienda virtuosa è un’azienda efficiente dal punto di vista organizzativo. Regole e relazioni positive tra dipendenti creano un posto dove tutti possono partecipare agli obiettivi aziendali, in cui i dipendenti diventano “collaboratori”, ovvero ciascuno in base al proprio ruolo e alla propria esperienza collabora al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

In questo clima di benessere e collaborazione, tutti sono sicuramente motivati (e addirittura fidelizzati). Il che si traduce in un circolo virtuoso: alta qualità, alta produttività, bassissimi sprechi e, di conseguenza, bassissimi infortuni.

 

Sicurezza, efficienza e sostenibilità: i fari che guidano la mission di Kiwitron. Come ci avete conosciuto e come avete implementato le nostre soluzioni nei vostri impianti?

 

“Un HSE Manager è sempre alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche. Perché per quanto si faccia formazione e si implementino buone pratiche come i semafori, le strisce, le barriere, la disgrazia è sempre dietro l’angolo.

Cercare di portare il rischio al minimo è una ricerca costante. Quindi, ci siamo confrontati con VECAR, il nostro fornitore di carrelli per la logistica, che ci ha segnalato la vostra soluzione.

Kiwitron ha un prodotto innovativo, soprattutto nel nostro settore. Ma un HSE manager deve dare garanzie di risultato alla sua direzione, oltre alla soluzione all’avanguardia.

Per questo, serve un partner di fiducia e vicino al cliente. E, a livello tecnologico e per la natura della vostra azienda – flessibile e reattiva – Kiwitron si è dimostrata quella più affidabile.

Dopo un primo periodo di aggiustamento e di taratura (normale fase di adattamento per ogni nuovo cliente, di cui non bisogna avere paura – aggiunge), adesso il sistema è implementato sui mezzi che utilizziamo in logistica e funziona bene”.

 

A proposito di affidabilità e reattività: quanto è importante per voi che Kiwitron sia produttore di tutte le parti della soluzione che utilizzate (quindi hardware, software e reti neurali) e che si produca tutto nello stabilimento di Sasso Marconi?

 

“Importantissimo, perché oggi parliamo di tecnologie emergenti. Un vero e proprio cambiamento culturale.

Il fatto che Kiwitron sia pronta e reattiva ad andare a parlare con il cliente per fare tarature, aggiustamenti e soprattutto aggiornamenti, proprio perché parliamo di tecnologie in evoluzione continua, è il fattore determinante che fidelizza il cliente e rende l’azienda un partner.”

 

Concludiamo l’intervista con un grande ringraziamento a Francesco e un caldo invito a visitare Kiwitron assieme ai colleghi, HSE Manager e direttori di stabilimento, spesso citati durante la chiacchierata e che vogliamo riportare anche qui per ricordare quanto la sinergia tra sicurezza, rappresentata dalla figura dell’HSE Manager, ed efficienza, rappresentata dalla figura del direttore di stabilimento, sia fondamentale nella creazione di un ambiente di lavoro sicuro e performante.

E quanto il team Kiwitron sia pronto in ogni occasione a rispondere “presente” alle nuove sfide che riguardano il portare sicurezza nel mondo del lavoro.

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